Foto:  sound of sunshine (Flickr)

Il rapporto mamma-bambino può essere descritto come una fitta rete di sentimenti, emozioni, gioie e paure che s’intrecciano tra loro formando una trama indissolubile.Questo legame inizia a radicarsi molto prima della nascita del bambino e coinvolge varie sfere emozionali.

I primi fili della trama compaiono quando l’orologio biologico comincia a far sentire i suoi rintocchi e il pensiero di una gravidanza prende vita nella mente della donna.


In seguito entra in gioco la sfera psicologica, il desiderio di maternità cresce sempre più e spesso si pensa al piccolo come se fosse già presente.

Si fantastica sul colore dei capelli, sul taglio degli occhi, sui tratti somatici; tutte fantasie che diventano pian piano una presenza costante e normalmente trovano sfogo durante la fase onirica.
Ecco perché, specialmente le donne che cercano una gravidanza da molto tempo, sognano spesso il bambino, disegnandone i tratti così come la mente li ha immaginati.

Quella descritta finora, è una relazione unilaterale, alimentata da sentimenti e psicologie che coinvolgono esclusivamente la donna; il vero scambio di relazioni invece, prende vita con il concepimento.
Vi siete mai chiesti come mai alcune donne sanno di aspettare un bambino ancora prima di eseguire il test di gravidanza? 

Nel momento in cui l’embrione trova la sua sistemazione nel grembo materno, inizia a comunicare con la mamma attraverso uno scambio d’impulsi sia fisici sia emozionali; tale interazione cresce durante i nove mesi di gestazione, arricchendosi di nuovi elementi e raggiungendo il suo apice alla nascita del piccolo. Subito dopo il parto, infatti, i centri sensoriali della mamma e del bambino si uniscono dando vita a una bellissima simbiosi. A ogni azione del bambino corrisponderà una reazione fisica o psicologica della mamma e viceversa.

Ecco alcuni esempi:
Udito: se il piccolo è nervoso, si calmerà semplicemente ascoltando la voce della mamma o i suoi battiti cardiaci. Allo stesso modo, il pianto del bambino, scatenerà nella mamma una reazione psicologica in grado di attivare il riflesso di emissione , ossia la fuoriuscita di latte ancora prima che il piccolo venga avvicinato al seno.
Tatto: Subito dopo il parto il piccolo viene poggiato sul ventre materno. Il contatto pelle a pelle infatti, tranquillizza il piccolo e, nei casi di nascite premature lo aiuta a crescere più rapidamente (marsupioterapia).
 Olfatto: E’ il senso che permette al piccolo di riconoscere l’odore della mamma e, lo guida a occhi chiusi verso il seno materno.
Vista: Anche la vista svolge un ruolo fondamentale, pensate che la distanza da cui un neonato è in grado da vedere corrisponde esattamente a quella che intercorre dal seno al viso materno.

Il rapporto mamma-bambino quindi è molto complesso: nasce contestualmente al desiderio di maternità, si evolve durante la gravidanza, si consolida con la nascita del piccolo e continua a crescere per tutta la vita.

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