papà  in sala partoLa presenza dei papà in sala parto è un argomento  da sempre molto discusso, ma cosa pensano realmente le donne di questa nuova tendenza?

Molte donne vivono la presenza del partner in sala parto come un elemento rassicurante e assolutamente indispensabile, altre non impazziscono all’idea di mostrarsi nel pieno di una crisi di nervi, sconvolte e senza alcun tipo di autocontrollo.

Due scelte contrastanti ma entrambi assolutamente condivisibili.

In modo ben più generico possiamo affermare che, mentre le donne a favore dei papà in sala parto fondano le proprie convinzioni sul concetto di condivisione totale del lieto evento (dolore ed imprecazioni comprese), la corrente di donne che si esprimono negativamente nei confronti dei papà in sala parto, fonda la propria negazione anche sulla base di credenze popolari che alcune volte però sono supportate da un fondamento di verità.

Per esempio, si dice che molti uomini, dopo aver visto  partorire la propria donna, non riescono più a vivere un’intimità appagante perché il nuovo status di mamma prevale rispetto a quello di compagna di vita.

Intorno a questa “mezza verità” si potrebbe costruire un interminabile discorso, ma in questo contesto mi limito a dire la mia ossia: “la risposta emotiva del partner dipende molto dalla sua inclinazione caratteriale e dalla forzatura esercitata”.  In altri termini credo che s’incorra in questo rischio, soltanto nel caso in cui si spinga troppo per ottenere la presenza paterna in sala parto.

Questo quindi è, a mio avviso, un problema facilmente evitabile, semplicemente lasciando il nostro compagno libero di scegliere.

Scegliere si, perché in effetti durante la gestazione, noi donne soffriamo un po’ di mania di protagonismo, su… ammettiamolo.

Ma siamo proprio sicure di essere le uniche protagoniste della scena?

 Siamo certe che ogni singola scelta spetti esclusivamente a noi?

Molte donne infatti tendono ad anteporre le proprie esigenze a quelle del partner, consuetudine tramandata dalla visione concettuale che si ha del parto.

La scena classica del parto infatti, vede la donna in pieno travaglio assistita dalle donne più anziane e dall’ostetrica, mentre il papà cammina su e giù con tanto di sigaretta in bocca.

Ma oggi quest’immagine stereotipata sta lasciando gradualmente il passo ad una visione più moderna. I papà in sala parto diventano parte attiva e sempre più spesso sono visti dalle compagne come valide colonne portanti su cui fare affidamento per affrontare al meglio le fatiche del travaglio.

Dalla fase prodromica al secondamento, passando per la fase espulsiva, i compagni sono quindi sempre più utili alle donne e negli anni hanno imparato a trasmettere alle proprie compagne di vita tutto il proprio amore e il proprio sostegno morale.

Tuttavia, vista anche la delicatezza del momento e l’irascibilità della compagna, è bene tenere a mente una serie di comportamenti da evitare durante le varie fasi che porteranno dal travaglio alla nascita del bambino.

Cari papà, in sala parto ricordate che….

La funzione principale del papà in sala parto è quella di aiutare la donna ad affrontare le fatiche del travaglio.

È vivamente sconsigliato quindi dispensare consigli a profusione. Frasi del tipo “respira più forte” “assumi questa posizione” “ concentrati sulla respirazione” possono essere controproducenti e potrebbero regalarvi uno sguardo indemoniato della vostra partner accompagnato da una rispostaccia al veleno!
Cercate quindi di stare vicino alla vostra compagna, facendole capire che comprendete il suo dolore. Prediligete i fatti alle parole e state vicino alle vostre compagne facendo semplicemente ciò che vi chiedono di fare. Che sia un massaggio alla schiena piuttosto che porgere una mano da stringere nella fase espulsiva, il vostro contributo deve essere percepibile ma al contempo riservato, perché se è vero che il parto è un evento che interessa anche i papà, è pur vero che la parte più attiva spetta alla donna!

Ora è giunto il vostro momento… raccontateci!

I vostri parner hanno assistito o assisteranno al parto? Come siete giunti alla decisione finale e come vi hanno aiutato durante le varie fasi che hanno preceduto la nascita del piccolo?

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