Foto Supercraig and J (Flickr)

In attesa del picco dell’influenza stagionale, previsto per il mese di Febbraio, prepariamoci ad affrontarlo nel modo migliore, imparando a comportarci correttamente, soprattutto quando la persona colpita dal virus influenzale è un bambino.
I pediatri sono stati chiari: è nettamente aumentato il ricorso alla medicina fai da te, i genitori presi dall’ansia al primo giorno di febbre somministrano ai piccoli l’antibiotico senza neanche consultarli.

A questo punto è bene precisare che, l’antibiotico è un medicinale che contrasta esclusivamente l’azione dei batteri, per cui è un valido alleato soltanto per debellare infezioni provocate dai batteri, se vengono somministrati in caso di infezioni virali, non solo non produrranno alcun effetto benefico ma addirittura potrebbero  peggiorare la situazione. Questo perché nel nostro organismo, sono presenti anche dei batteri “buoni”, che fanno parte del sistema immunitario naturale del corpo, ma l’antibiotico non fa questa distinzione e una volta somministrato fa “tabula rasa”  sterminando batteri buoni e cattivi, senza alcuna distinzione. In questo modo quindi, non solo l’antibiotico non sortisce alcun effetto benefico nei confronti dell’infezione virale, ma può addirittura complicare il quadro in quanto indebolisce le difese immunitarie del piccolo.

Qual’è il comportamento corretto da adottare in caso di febbre del bambino?

I pediatri dettano un elenco di semplici regole da adottare anche se il piccolo ha la febbre alta

  • E’ bene ricordare che la febbre è una difesa dell’organismo, non un nemico da combattere;
  • Più che i gradi di temperatura, è meglio prestare attenzione sulla vitalità del piccolo;
  • Se il piccolo è vitale, non fare nulla e attendere il decorso naturale della febbre;
  • Scoprire il bambino per favorire la dispersione dell’eccessivo calore;
  • Somministrare un antipiretico soltanto nel caso in cui la febbre raggiunga temperature troppo elevate oppure nel caso in cui il bambino lamenti dolori articolari;
  • Non forzare il bambino a mangiare se non vuole, assicuratevi soltanto che assuma liquidi a sufficienza per mantenere il giusto grado di idratazione.
  • Se la febbre si protrae per più di 3 giorni, se il piccolo risulta poco vitale o se beve poco, allora contattate il pediatra, sarà il medico a decidere la terapia corretta da seguire.
  • Non fate il Fai-da.te!! Il detto “Il miglior medico del bambino è la mamma” mi trova d’accordo per certi versi, ma quando si tratta di somministrare medicinali importanti come l’antibiotico è meglio consultare un medico che ha studiato decenni per poter curare i bambini.  A volte l’ansia può portare una mamma a sbagliare, seppur per amore!

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