Foto Honza Soukup (Flickr)

Frequentare un corso di acquaticità neonatale, oltre ad essere una bellissima opportunità per rafforzare il rapporto mamma-bambino, è un ottimo metodo per favorire un corretto sviluppo psichico e fisico del neonato. Questi corsi sono dedicati ai bambini con un’età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni (qualcuno accetta i neonati addirittura dal momento in cui la cicatrizzazione del cordone ombelicale è completa), ma è tuttavia consigliabile, iniziare la frequentazione entro il primo anno di vita.

Prima di tutto, cominciamo a vedere qual’è l’approccio migliore per garantire al piccolo una serena frequentazione del corso. Prima di entrare in piscina, permetti al bambino di prendere confidenza con il nuovo ambiente e con l’istruttore. E’ consigliabile quindi, prevedere un primo incontro in cui ti posizionerai a bordo piscina tenendo il bambino in braccio e l’istruttore entrerà pian piano in contatto con lui, interagendo e passandogli giochini di gomma. Se il bambino accetta di buon grado il primo approccio, potrai provare ad immergergli i piedini nell’acqua. Questa prima fase è molto importante in quanto, un approccio troppo frettoloso, potrebbe far rifiutare la nuova esperienza al piccolo compromettendo così, il buon esito dell’intero corso.

Dopo il primo incontro di ambientazione, potrai passare alla fase successiva in cui, il bambino entrerà in contatto con l’acqua. Prima di essere immerso nella piscina vera e propria però, sarebbe meglio inserire uno step intermedio che preveda l’immersione tua e del piccolo, in una piccola piscina di gomma situata nelle vicinanze della piscina vera e propria. Per favorire l’ambientazione del bambino, metti nella piccola piscina dei giochini con cui farlo distrarre e spronalo ad osservare gli altri bambini che giocano nell’acqua. In questo modo, si crea un micro ambiente che riproduce al piccolo l’effetto della piscina ma allo stesso tempo lo fa sentire protetto in quanto è un’ambiente riservato soltanto a lui e alla sua mamma. Anche in questo caso, l’istruttore ogni tanto si avvicinerà al piccolo per interagire con lui.

A questo punto, il bambino sarà pronto per affrontare la prima immersione nella piscina vera e propria. In questa occasione sarebbe meglio se ci fosse un’altra figura famigliare al piccolo. In questo modo potrai immergerti nell’acqua lasciando il bambino in braccio ad una persona che conosce (la nonna, il papà), una volta entrata, protendi le braccia verso di lui sorridendo e, prendendolo in braccio, fallo entrare lentamente in contatto con l’acqua: prima i piedini, poi le gambe,poi il torace ed infine bagnagli delicatamente la testa. Per i primi minuti, fai aderire il suo corpo al tuo, così da trasmettergli sicurezza, successivamente, pur mantenendo sempre un contatto, comincia a distanziarlo dal tuo corpo, permettendogli di esplorare l’ambiente circostante e di interagire con gli altri piccoli partecipanti e con l’istruttore.

A questo punto, se avrai seguito tutti gli step indicati, il bambino si sentirà perfettamente a suo agio in piscina e sarà pronto per vivere totalmente la nuova entusiasmante esperienza acquatica! Da ora in avanti diverrà sempre più autonomo e ben presto, con l’aiuto dell’istruttore, sarà pronto per fare anche il suo primo esperimento di apnea. Per prepararlo, potrai cominciare a fargli provare la sensazione dell’acqua sul viso: prendi un giochino di gomma e riempilo d’acqua, poggialo sulla tua testa e sorridendo divertita, fai scendere l’acqua su tuo viso. Proponi lo stesso gioco anche a lui, se lo vedi titubante, riempi d’acqua un altro giochino e invitalo a spremere l’acqua sulla tua testa e poi ricomincia da capo.

Quando capirà che l’esperimento è divertente, vorrà provarlo anche lui! Garantito!

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