monitoraggio fetaleIl monitoraggio fetale (anche detto cardiotocografia) è un esame prescritto nell’ultimo periodo di gestazione e fornisce preziose informazioni circa lo stato di salute del bambino.

Monitoraggio fetale: quando farlo?

Di solito il primo monitoraggio si effettua due settimane prima della data prevista per il parto. I controlli successivi avverranno con cadenza periodica e continueranno fino al travaglio.

L’esame non è invasivo ed è totalmente privo di rischi.

Monitoraggio fetale : in cosa consiste

La gestante viene fatta accomodare su di un lettino e, dopo avere controllato la posizione del bambino, sul suo ventre saranno applicati dei rilevatori cardiaci. Questi saranno fermati con delle cinte elastiche e collegati ad un cardiotocografo.

 

Monitoraggio fetale: a cosa serve?

Durante il monitoraggio fetale si prendono in esame due parametri:

  • La frequenza cardiaca del feto ( di solito è considerata normale una frequenza cardiaca fetale compresa tra 120 e 160 battiti al minuto);
  • La presenza delle contrazioni uterine.

Il primo valore fornisce preziose informazioni circa lo stato di salute del feto mentre il secondo dato consente al personale medico di capire se la gestante sta entrando in travaglio, permettendogli così di monitorare costantemente il decorso della fase dilatativa.

Tanto le attività cardiache, quanto le eventuali contrazioni uterine saranno segnate su di un foglio di carta millimetrata (tracciato).

Al termine dell’esame, il personale medico valuterà il tracciato al fine di escludere la presenza di pericolose depression cardiache (battito fetale rallentato) e verificare l’eventuale presenza di contrazioni uterine.

Monitoraggio fetale: qualche consiglio in più

Se state per sottoporvi al vostro primo monitoraggio vi consiglio di portare con voi un buon libro. La durata dell’esame è piuttosto lunga (dai 30 ai 45 minuti). Non  è il caso di restare a fissare il soffitto per tutto questo tempo.

Per fornire informazioni corrette, l’esame cardiotografico deve essere eseguito nel momento in cui il bambino è nella fase di veglia. Se il piccolo dorme quindi, potrebbe essere necessario prolungare l’esame. Per sicurezza vi consiglio di  giocare d’anticipo, portando con voi un piccolo cioccolatino da mangiare all’occorrenza. Vi sembrerà assurdo, ma con i miei ha funzionato! 😉

 

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