la maternità

La maternità tra gioie, dolori e mezze verità

Oggi riflettevo sulla visione distorta che la società ha della figura della mamma.

La mamma è una donna destinata al sacrificio più assoluto.

Dal momento del parto in poi, la sua volontà si annienta per lasciare spazio alle esigenze del piccolo nuovo arrivato.

I suoi bisogni personali si dissolvono nel nulla, semplicemente non esistono più. Che si tratti del bisogno di andare a prendere un caffè con un’amica per alleggerire la tensione ed evadere dalla routine quotidiana fatta solo di poppate e pannolini, fino ad arrivare alla sacrosanta esigenza di farsi una doccia per rinfrescarsi dopo una notte insonne… poco importa; niente di tutto questo è concesso, almeno dalla società.

E cosa succede se una donna rivendica il suo sacrosanto diritto ad avere un istante da dedicare esclusivamente a sé stessa?

Apriti cielo, che non vi venga mai in mente di fare un pensiero così ardito e ancor meno di condividerlo magari in un gruppo di mamme su Facebook!

In particolar modo sui social, c’è una sorta di gogna pubblica. Ad ogni nuovo post,  la giuria popolare emette il suo verdetto.

Come osi tu pensare di uscire di casa senza bambino al seguito?

Ma se avevi voglia di libertà perché non ci hai pensato prima di fare un figlio?

Povera creatura innocente che si ritrova ad avere una mamma del genere.

E giù bastonate… sapete quanti ne ho letti di questi post? A bizzeffe!

La maternità è avvolta in un velo di tenerezza e magia.

Un velo ipocrita, concedetemelo, perché chi ha figli (maestrina di turno compresa) sa bene che la maternità è fatta anche di momenti di sconforto, è fatta di “basta, non ne posso più”, di “machimmelhafattofare”.

Sono pensieri che spaventano, ma sono pensieri umani.

E allora mi chiedo e vi chiedo: Perché nascondercelo?

Perché far sentire inadeguate queste “incoscienti mamme coraggiose” che si azzardano a palesare i loro momenti down?

Non sarebbe più semplice (e più umano) dire: “tranquilla cara mamma di turno, è capitato anche a me, vedrai che passerà presto”?

I gruppi Facebook dedicati alle mamme che frequento, un po’ per diletto un po’ per lavoro, sono strapieni di post a forma di cuore e frasi smielate.

Certo, è indubbio che la maternità regala anche tante gioie ma ripeto, è sbagliato sostenere che sia soltanto: sole, cuore e amore.

Essere mamma non vuol dire essere una specie di supereroina senza macchia e senza paura.

Siamo umane e come tutti gli esseri umani abbiamo i nostri momenti di sconforto.

Momenti con cui dobbiamo imparare a convivere e una volta ogni tanto mi piacerebbe vedere una sorta di cordone solidale che si stringe intorno alla genitrice di turno in crisi.

Perché è di questo che una mamma in difficoltà ha bisogno. Ha bisogno di sentirsi compresa, di sentirsi meno sola, di capire che non sta impazzendo e che non c’è nulla di cui vergognarsi se in certi momenti sente l’esigenza di prendersi un momento di pausa.

Ebbene io lo dico proprio a te. A te che stai leggendo e che magari stai trovando un po’ di te tra queste righe scritte di getto.

 Prenditelo questo benedetto time out.

Affida il piccolo ad una persona di tua fiducia e goditelo fino all’ultimo istante.

 È bello gustare di nuovo un momento di libertà, fallo senza indugio e senza sensi di colpa. Stacca la spina per un po’ e poi torna dal tuo bambino più carica di prima.

 Non sta scritto da nessuna parte che ti devi annullare per essere considerata una buona madre.

Volersi bene, prendersi cura di sé stesse, questo è il primo passo da compiere per amare il proprio figlio.

E se ogni tanto arriva la tristezza e il momento del “noncelapossofare”, beh accettalo per quello che è: una “debolezza umana”.

Capita a tutte, credimi, fortunatamente così come arriva se ne va e alla fine da qualche parte, troverai le energie sufficienti per fare tutto.

Quando nasce un bambino nasce anche una mamma.

Se il primo ha bisogno di cure e  accudimento, quest’ultima ha bisogno di sentirsi compresa e supportata, sia dal punto di vista morale che fisico.

 

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