misurare la febbre ai bambini
Foto di Alessandro Pinna (Flickr)

Misurare la febbre ai bambini.

Dietro esplicita richiesta di una nostra lettrice, ho deciso di trattare questo delicato tema.
Un argomento che spesso genera ansia e preoccupazione nelle mamme e intorno al quale aleggia una sequela interminabile di dubbi e perplessità.

La febbre: una risposta immunitaria e non un nemico da combattere

Ancora una volta ribadiamo la funzione principe della febbre che si ravvisa in una risposta immunitaria posta in essere dall’organismo per contrastare l’attacco da parte di agenti patogeni esterni. La febbre quindi non deve destare preoccupazione, ma deve comunque essere monitorata per seguirne l’evoluzione ed intervenire, laddove necessario, abbassandola ogni volta che infastidisce il piccolo ocomunque quando si innalza sopra i 38.5 gradi.

Come si misura la febbre ai bambini? Un metodo efficace per ogni età

I metodi di rilevazione della febbre sono vari e mutano in base all’età del bambino.
Più precisamente possiamo rilevare tecniche di misurazione:

  • rettale;
  • ascellare;
  • orale;
  • frontale e auricolare.

Misurare la febbre ai bambini per via rettale

Questa è la tecnica migliore per misurare la temperatura corporea dei neonati.
Il piccolo deve essere posto su di una superficie piana e disteso sulla schiena.
Prima di procedere con la misurazione della temperatura, è buona norma disinfettare il termometro con una garza sterile imbevuta di soluzione disinfettante e poi lubrificare la punta del termometro con un velo di vaselina.
Ora siamo pronte per misurare la febbre al piccolo.
Alzate le gambine verso l’alto (il procedimento è quello che seguite durante il cambio del pannolino) ed introducete delicatamente la punta del termometro per circa 2 centimetri.
Quando i termometri al mercurio erano ancora in commercio, si dovevano attendere i canonici 3 minuti per ottenere una temperatura il più possibile attendibile, oggi la vendita di questi dispositivi è vietata a causa della tossicità del mercurio che, in caso di rottura accidentale potrebbe mettere in serio pericolo il bambino.
Il vecchio termometro pediatrico al mercurio quindi, è oggi egregiamente sostituito dal più moderno termometro digitale: infrangibile, piuttosto preciso e rapido!
Utilizzando il termometro elettronico quindi, la fine del processo di misurazione vi sarà comunicato da un segnale sonoro, accompagnato dalla scritta digitale della temperatura rilevata.
Utilizzando la tecnica rettale, alla temperatura rilevata, dovrete sottrarre mezzo grado per ottenere la temperatura corporea effettiva.

Misurare la febbre ai bambini per via orale (metodo sublinguale e il termometro a succhiotto)

Questa è una tecnica che personalmente non condivido, ma tanti la trovano pratica per cui vale la pena citarla. In questo caso il termometro dovrà essere posto sotto la lingua del piccolo e come al solito si dovrà attendere il canonico “bip” che segnalerà l’avvenuta misurazione.
E’ un metodo che può essere adottato con i bambini più grandi (faccendo attenzione a non fargli assumere bevande calde o fredde prima della misurazione), che possano quanto meno capire il pericolo e che siano in grado d’intendere se gli dite di non serrare i denti mentre hanno il termometro in bocca! Tuttavia questo metodo trovo lasci troppa libertà di azione al bambino e non lo annovero sicuramente tra le tecniche più affidabili.
Uno degli ultimi ritrovati vede l’immissione nel mercato dei termometri a forma di ciuccio.
Un metodo sicuramente meno traumatico e più sicuro per il piccolo che potrebbe costituire un valido compromesso.
In questo caso però ricordate di sottrarre alla temperatura ottenuta circa 3 decimi di grado. Se la febbre rilevata dal dispositivo quindi è pari a 38.3, la temperatura effettiva sarà di 38 gradi.

Misurare la febbre ai bambini per via ascellare

A differenza del precedente, la misurazione ascellare è la tecnica che personalmente ho adottato con i miei bambini dai 2 anni in poi. La trovo pratica, sicura, non invasiva e, se posta a confronto con gli altri metodi, quella maggiormente precisa, quasi al pari della misurazione rettale. In questo caso dovete fare attenzione che il piccolo stia lontano da fonti dirette di calore, verificare che abbia l’epidermide asciutta e che la maglia non si frapponga tra la pelle ed il termometro.
Una volta inserita la punta del termometro sotto l’ascella, chiedete al piccolo di portare il braccio sul ventre e di limitare i movimenti fino al segnale acustico. Non mi aspetto certo che il piccolo briccone rispetti la vostra raccomandazione (neanche voi vero?), per cui vi consiglio di mantenere fermo il braccio cercando di distrarre il piccolo nell’attesa del segnale.
In questo caso la temperatura rilevata sarà quella effettiva.

Misurare la febbre ai bambini con il metodo frontale e auricolare (termometro a raggi infrarossi)

Queste due tecniche si praticano con l’ausilio di termometri a raggi infrarossi.
Inizialmente sono stati particolarmente amati dalle mamme perché, essendo dotati di puntatore a distanza, permettono di misurare la temperatura anche senza che ci sia contatto con la pelle del bambino, facilitando così la misurazione della febbre anche durante il sonno.
Tuttavia, nonostante il boom iniziale in cui sono andati letteralmente a ruba  (e venduti a carissimo prezzo!)  i termometri ad infrarossi non hanno riscosso un grande successo. Sono molto sensibili e risentono della temperatura presente nell’ambiente circostante. Non è difficile quindi trovarsi nella situazione in cui, eseguendo delle rilevazioni multiple (anche di seguito) si ottengono risultati differenti anche di parecchi gradi tra una misurazione e l’altra.

Come ho già detto il mio metodo preferito è sicuramente quello rettale per i neonati e quello ascellare per i bambini più grandi. Sono le tecniche che ritengo maggiormente sicure e precise e soprattutto limitano i movimenti che, durante la fase di rilevazione della temperatura potrebbero risultare pericolose per il piccolo.

Il consiglio in più…

Durante i vari episodi influenzali che hanno funto da corollario alla mia variegata esperienza di mamma, inoltre, ho imparato a distinguere le fasi della febbre in due momenti:

  • la fase dell’innalzamento della temperatura corporea;
  • la fase della stabilizzazione.

La prima è la fase iniziale, quella in cui si verifica l’attacco da parte di virus e batteri e la conseguente risposta dell’organismo che provoca l’innalzamento della temperatura corporea.  Potete distinguere questa fase toccando le manine del piccolo; se sono fredde siamo nella prima fase e dovete quindi coprire il bambino che, posto a questa variazione di temperatura, tenderà a tremare o presenterà brividi di freddo. Assecondate la sua esigenza, coprendolo con delle coperte.
La seconda fase invece si presenterà nel momento in cui l’organismo avrà raggiunto la temperatura necessaria a debellare il virus o il batterio. In questa fase le mani diventeranno molto calde e il piccolo smetterà di tremare. Questo è il momento di alleggerirlo, vestendolo con abiti leggeri e senza ingolfarlo con inutili strati di vestiti. Se la febbre è molto alta e se il piccolo li tollera, potrete anche fare dei bagnoli.

Quando chiamare il pediatra…

Il medico deve essere avvisato sempre quando compare la febbre nei neonati. Nei bambini più grandi, il pediatra deve essere informato quando lo stato febbrile perdura per più di tre giorni di seguito e non accenna a diminuire, quando supera la soglia dei 38,5 gradi e immediatamente, se il bambino è predisposto all’insorgere di crisi convulsive.

Una buona dose di coccole infine, fungerà da ottimo medicamento che, se non avrà alcun effetto sullo stato febbrile, farà sicuramente bene all’anima e farà sentire il bambino protetto ed al sicuro!

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