kinder+sportIn ogni programma di crescita che si rispetti, lo sport deve essere visto come un tassello di fondamentale importanza. La sua mancanza, infatti, può seriamente compromettere lo sviluppo del bambino, tanto sul piano fisico quanto sul fronte psichico.

Questo è un concetto per me molto familiare. So perfettamente quanto sia importante per i bambini svolgere un’attività sportiva e mi sono sempre impegnata al massimo per consentire ai miei figli di fare movimento.

Non avevo idea invece, di quelle che potevano essere le patologie direttamente collegate ad uno stile di vita sedentario.

Ad aggiornarmi in tal senso sono stati i dati statistici emersi durante la visita delle mamme blogger al Foro Italico.

Un evento bellissimo organizzato da Ferrero, in collaborazione con il Coni, per far conoscere il progetto Kinder+sport e per informare le famiglie circa le gravi ripercussioni che, uno stile di vita troppo sedentario, può avere sui bambini.

La visita alla sede del Coni si è tenuta il 16 ottobre 2014.

Avrei dovuto esserci anch’io nel gruppo delle mamme blogger ma, proprio in quei giorni, l’influenza ha deciso di farmi visita.

Questo però non mi ha impedito di sintonizzarmi sull’hashtag #mammepiusport, e di seguire l’evento tramite i canali social.

Quel giorno ho avuto modo di conoscere il progetto Kinder+sport, ho compreso l’importante messaggio sociale ad esso collegato ed ho anche potuto vedere, nero su bianco, i disastrosi effetti che la sedentarietà produce sui bambini .

Per comprendere meglio quelli che sono i limiti e i danni derivanti da una scarsa attività sportiva, elenco alcuni dati statistici OMS che sono stati mostrati alle #mammepiùsport.

 

Obesità e sovrappeso nei bambini: una conseguenza diretta di uno stile di vita troppo sedentario.

 

L’obesità è una delle tante conseguenze provocate da una scarsa attività fisica e da un regime alimentare scorretto.

Basti pensare che in Italia, il 12% delle quindicenni è in sovrappeso e il dato sale al 26% per i maschi.

Tra le tredicenni la situazione varia di poco: 27% per le ragazze e 17% per i ragazzi.

 

Man mano che l’età diminuisce, aumentano i casi di sovrappeso fino ad arrivare al dato che interessa i bambini di 8 anni.

In questo caso abbiamo addirittura una percentuale di sovrappeso pari al 49% per i bambini e al 42% per le bambine. I casi di obesità invece, sono rispettivamente il 26,6% e il 17,3%.

 

Più piccoli sono i bambini, maggiore è la percentuale dei casi di sovrappeso o di obesità.

 

Dobbiamo prendere coscienza delle ripercussioni che uno stile di vita sedentario e il sovrappeso potrebbero avere sul futuro dei nostri bambini e prendere una decisione drastica, una volta per tutte!

 

Da un bambino sano oggi, nasce un adulto migliore

 

I bambini che praticano sport, infatti, presentano una maggiore capacità di concentrazione, sono più ambiziosi ed hanno un migliore risultato in termini di profitto scolastico.

Sono più sicuri, vantano un maggior livello di autostima e riescono a consolidare relazioni più strette con i coetanei e con la famiglia.

 

Allenarsi oggi a fare gioco di squadra fornirà ai bambini gli strumenti idonei per:

  • sentirsi a proprio agio domani in contesti organizzativi;
  • lavorare in gruppo facendo affidamento su consolidate doti di problem solving;
  • cooperare facilmente con altre persone per raggiungere traguardi d’interesse comune.

In attesa della tanto desiderata inversione di tendenza, tuttavia, c’è chi nello sport ci crede da tempo.

 Kinder+Sport: un progetto vincente

Dal 2005 il progetto di responsabilità sociale Kinder+Sport, in collaborazione con il Coni ed altre 44 Federazioni sportive, infonde e diffonde tra i giovani il culto dello sport e s’impegna a fornire alle associazioni, i materiali e le attrezzature sportive di cui necessitano.

Il progetto, che adesso è attivo in 20 Paesi, tende a promuovere la diffusione di 19 discipline, soprattutto quelle meno note (pallavolo, nuoto, atletica, basket, scherma e vela) e, soltanto nel 2013, Kinder è riuscita ad avvicinare allo sport oltre 1 milione e mezzo di giovani di età compresa tra i 6 e i 18 anni .

Francesco Soro, Annamaria Marasi, Carla Rossi e Carlton Myers: questi sono i nomi degli ospiti d’onore che hanno partecipato all’evento del 16 ottobre. Con gentilezza e disponibilità, i due campioni sportivi hanno interagito con le mamme blogger presenti, confrontandosi con loro e raccontando le loro rispettive esperienze personali.

Mi ha particolarmente colpito una frase pronunciata da Annamaria Marasi durante la conferenza:

kinder+sport

“Fate provare ai bambini quante più discipline possibili”.

Personalmente ho avuto una madre che non ha mai limitato le mie esperienze sportive.

Ci sono stati periodi della mia adolescenza in cui praticavo 3 sport contemporaneamente e periodi in cui mi dedicavo soltanto ad una disciplina.

Ho provato il tennis, la danza , il pattinaggio e la piscina e da ciascuna attività ho tratto un vantaggio.

 

 

Il pattinaggio mi ha aiutato a sviluppare il senso dell’equilibrio, la danza la coordinazione dei movimenti, la piscina lo sviluppo muscolare e il tennis la capacità di concentrazione.

Li ho amati tutti, seppur in modo diverso.

L’esperienza vissuta da bambina mi ha permesso di comportarmi allo stesso modo con i miei figli.

Due anni fa ho iscritto mio figlio a scuola calcio. Sin dalle prime lezioni mi sono accorta che quello non era lo sport giusto per lui.

Non era interessato, si distraeva in continuazione e non partecipava attivamente alla lezione. L’ho lasciato libero di sperimentare altre discipline, dopo un paio di mesi ha partecipato ad una lezione di danza ed è stato amore!

Per tutto il primo anno di corso non ho fatto altro che scontrarmi con la chiusura mentale delle persone.

 “Ma come, un maschietto che balla? Ma non gli piace il calcio?”.

Ho difeso la sua passione e mi sono battuta per non farlo sentire a disagio.

Mi chiedo però: per una mamma che lo fa, quante altre restano legate a stupidi pregiudizi costringendo i figli a rinunciare alle proprie passioni?.

Non è stato semplice ma, a quanto pare, il nostro coraggio è stato da esempio per altre famiglie.

Quest’anno ho notato con immenso piacere che il numero di bambini che frequentano il corso di danza è aumentato notevolmente.

Voglio sperare che, questo piccolo cambiamento, sia soltanto l’inizio di una più profonda evoluzione mentale.

Non esiste uno sport da bambini e uno da bambine, così come non esiste uno sport bello per tutti!

Esiste l’attività sportiva e la passione che muove il giovane ad avvicinarsi a quella determinata disciplina piuttosto che ad un’altra.

 

Per conoscere più nel dettaglio il progetto Kinder+sport, potrete visitare il sito ufficiale CLICCANDO QUI

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