autostima bambiniMolto spesso i genitori, nell’intento di insegnare le buone maniere ai figli, tralasciano alcune sfaccettature che, oltre a rendere vani i propri sforzi,rischiano di essere dannose per la futura crescita del bambino.

Andiamo per ordine ed iniziamo con l’esaminare gli errori più comuni che si commettono:

Molti “no”  e poca chiarezza

Spesso si cade nell’errore di commentare ogni azione del bambino con un “no”.
Una negazione che non lascia spazio ad alcuna comprensione da parte del piccolo, lascia il tempo che trova
e per giunta, ripetuta in continuazione, non fa che sortire due effetti totalmente negativi ossia:

  •  il bambino non ascolterà più i vostri richiami
  •  finirà per convircersi che ogni sua azione è sbagliata e questo a lungo andare potrebbe portarlo a pensare che LUI è sbagliato.

Cosa fare dunque?

Prima di tutto dovete imparare a controllarvi, i “no” devono essere pochi ma irremovibili! Per tutte le altre
occasioni in cui il bambino sta facendo qualcosa di pericoloso, distoglietelo proponendo un altro gioco più innocuo e, se l’età lo permette, spiegate al piccolo perché quel gioco è pericoloso. In questo modo, il bambino avrà dei punti fermi che sa essere invalicabili (rappresentati dai “No”) indispensabili per farlo sentire contenuto e protetto, ma allo stesso tempo non vivrà le altre occasioni come un sopruso da parte del genitore, bensì capirà il perché un determinato comportamento non va adottato.

No all’aggressività, si alla ferma dolcezza

Un altro errore comune, è quello di gridare per farci obbedire. Ma analizziamo il problema:

  • cosa vogliamo ottenere alzando la voce?
  • e cosa otteniamo invece?

In realtà, quello che ci porta spesso ad alzare i toni, è il desiderio inconscio di far prevalere il nostro volere
su quello del piccolo. In quel momento è come se stessimo dicendo al bambino” io sono il genitore e tu devi obbedire!”, ma non ci rendiamo conto che, ciò che stiamo ottenendo è assolutamente il contrario. Il bambino (anche quello che non lo da’ a vedere) si colpevolizzerà dell’aver fatto arrabbiare mamma o papà, e si sentirà destabilizzato.
L’unica lezione che darete a vostro figlio è che le cose si ottengono con la forza, con l’autorevolezza e con la prepotenza.

Sarebbe meglio…
Invece di urlare quindi, proviamo a parlare al bambino con calma, chiniamoci verso di lui per far si che ci guardi negli occhi e, con tono fermo ma dolce spieghiamo le nostre ragioni.

Giudicare l’azione anziché il bambino
Spesso, si tende ad usare frasi come: “in quell’occasione hai fatto proprio il cattivo” oppure”fai sempre arrabbiare la mamma!” non fate questo errore! Frasi come queste risuonano nella testa del bambino e a lungo andare potrebbero portarlo a pensare che è veramente cattivo!

L’atteggiamento giusto
Non giudicate mai la sua persona, commentate piuttosto l’azione con frasi tipo: “Quella cosa che hai fatto non è bella, non la ripetere più” “Quel gesto alla mamma non piace”; giudicate l’operato e non il bambino.

Il consiglio conclusivo
Ricordate che i bambini sono morbidi come creta, modellati dalle nostre mani possono diventare degli splendidi capolavori, a patto che i nostri unici attrezzi del mestiere siano: fermezza e dolcezza.
Rispettiamo i nostri bambini e loro impareranno ad avere rispetto di sé stessi.

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