bullismoBullismo: quando la sensibilità diventa il problema

Questo è uno di quei post che nasce dal cuore. Un post pensato e ripensato, a volte anche trattenuto -perché quando le cose fanno male stentano ad uscire fuori- ma un post che alla fine ha preso forma.

Si è scritto da solo, senza nessun tipo di censura, perché quando le cose fanno male per molto tempo alla fine sfogano in un’esplosione incontenibile.

A seguito del tragico gesto compiuto da quella bimba appena dodicenne, in questi giorni l’argomento bullismo è riaffiorato sulla bocca di tutti.

I post appaiono sulla mia bacheca Facebook come funghi dopo una pioggia copiosa, alcuni sono semplici testi informativi che si limitano a porre in luce gli aspetti più rilevanti del problema, altri sono carichi di sentimento e li ho anche condivisi perché mi hanno colpito e fatto male più di un pugno nello stomaco.

La verità è che ne possiamo parlare finché volete care mamme, il bullismo esiste e spesso i genitori sono complici dei propri figli.

Quando un bambino si permette di etichettare un compagno, di minacciarlo o peggio ancora di alzargli le mani contro, non si può difendere l’indifendibile dicendo: “Sono soltanto bambini… dai, speriamo che passi presto”.

No cara, non speriamo una beata fava. Mi aspetto e pretendo che, una volta presa coscienza del problema tu sia la prima ad attivarti per risolverlo, e pure di corsa.

Anche chi riceve lo spintone, l’insulto gratuito, l’umiliazione… anche quello è un bambino. Non ha il carattere così maturo da poter dire: “Ma sì, è solo uno sfigato represso”.

È un bambino e si mortifica. Il problema è che più lui si mortifica e più il bullo di turno si compiace.

Sapete qual è secondo me il punto?

Il punto è che oggi si condanna il bullismo ma non è questo ad essere vissuto come il vero problema.

Il problema per la società non è il bullismo.

È  la sensibilità d’animo il vero problema.

L’eccessiva fragilità è il problema.

Essere troppo calmi e rispettosi del prossimo, questo è il vero problema.

Perché, se sei buono, sensibile e rispettoso finisci per diventare il capro espiatorio di una classe. Il pungiball di uno, due, tre ragazzini “problematici” che ti prendono di mira perché sanno che sei inoffensivo e che non reagiresti mai.

Ecco… il problema oggi è dei bambini che hanno ricevuto un’educazione fondata su valori alti come il rispetto per le diversità, per il prossimo. Un’educazione fondata sulla non violenza.

Sei buono? Allora sei anche tonto.

Tiri pugni al primo sguardo? Allora sei anche figo.

Questa è la convinzione che bisogna assolutamente togliere dalla testa dei bambini… se un bambino subisce atti di bullismo non devono esistere giustificazioni. Non ci sono attenuanti per chi provoca tanto dolore.

La famiglia, la scuola, la società intera si deve sentire parte lesa… e deve intervenire, perché è inammissibile leggere epiloghi così tristi.

E non pensate che sia un problema vissuto soltanto dalle medie in su. Il bullo esiste già dalla materna, si fortifica alle elementari e quando arriva alle medie e alle superiori non lo fermi più.

È per questo che si deve intervenire quanto prima per correggere i comportamenti sbagliati. Perché finché non s’interverrà in tal senso non si potrà mai riporre alcuna speranza nella generazione futura.

Sarà uguale a quella passata, se non peggio.

Ai bambini vittime di bullismo vorrei dire…

Vi parlo da mamma e so quanto potrà essere difficile mettere in pratica la strategia che sto per consigliarvi, ma a volte la vita costringe a diventare grandi prima del tempo e noi dobbiamo adeguarci.

Il mio consiglio è: non siate tristi.

Non date ai bulli questa soddisfazione perché ogni volta che piangete o vi mortificate, loro si caricano di linfa vitale.

Fateli sentire quello che sono: niente.

Trattateli con aria di sufficienza e guardateli dall’alto in basso.

“Non mi fai paura. Io sono migliore di te. “

Credeteci. Ripetetevelo sempre, anche se loro faranno di tutto per confermarvi il contrario, voi credeteci sempre perché è la verità. Voi siete migliori!

Appoggiatevi alle vostre famiglie, parlatene con i vostri genitori, con le insegnanti, chiedete aiuto. Non vi tenete tutto dentro, perché non siete voi il problema.

Non siete voi quelli sbagliati.

Non siete voi a dovervi vergognare.

Nessuno è obbligato a sopportare.

Si va a scuola per imparare…. Si esce con gli amici per passare qualche ora in compagnia e non per sottostare alle angherie di qualche compagno con problemi di aggressività.

Pensate sia una strategia difficile da mettere in pratica?

Conoscere la vera anima del bullo vi aiuterà a guardarlo con occhi diversi e vi renderà più semplice l’impresa.

Volete sapere chi sono in realtà i bulli?

NO, non sono quelli fighi.

Sono soggetti con problemi comportamentali che hanno alle spalle qualche trauma non superato. Dovete compatirli e non temerli.

Pensate solo a cosa sono costretti a fare per sentirsi vivi… devono provocare dolore nel prossimo.

NO, non sono coraggiosi e nemmeno forti. Fateci caso, non pestano mai i piedi a chi potrebbe ripestarglieli più forte ma vanno da chi educatamente si limita a fare due passi indietro per evitare il colpo.

NON ABBIATE PAURA DI LORO, ignorateli e quando vi attaccano RIPAGATELI CON L’INDIFFERENZA.

Ho due righe da spendere anche per le mamme che si ostinano a negare l’evidenza…

Quando la smetterete di nascondere la testa sotto la sabbia?

Così facendo vi rendete complici di un crimine. Ve ne rendete conto?

Ma cosa volete difendere?

Ma cosa insegnate ai vostri figli?

Perché non scendete da quel piedistallo e vi decidete finalmente ad ammettere che c’è un problema?

Sì, i vostri figli hanno un problema e ve lo stanno comunicando nel peggiore dei modi: creando problemi agli altri.

Adesso magari stanno facendo pagare lo scotto delle vostre manchevolezze ad un compagno, stanno sfogando sul vicino di banco la rabbia, l’umiliazione e la repressione che covano dentro.

Stanno cercando di attirare la vostra attenzione. Magari non siete molto presenti nelle loro vite… non lo so quale potrebbe essere il problema e sinceramente poco mi importa, spetta a voi sbrogliare la matassa. A me basta che vi rendiate conto che c’è un problema!!

Invece di stringere le spalle e ripetere che sono soltanto questioni tra bambini, fatevi delle domande. Rimboccatevi le maniche e mettetevi al lavoro. Non voltatevi dall’altra parte… perché il problema rimane e purtroppo grava sul prossimo.

E se non lo farete…

Se non lo farete, sappiate che un giorno succederà.

Un giorno vostro figlio sbaglierà preda e ne prenderà così tante da risolvere in 5 minuti tutti i suoi problemi esistenziali. A quel punto insorgerete in massa gridando vendetta.

Perché voi fate così giusto?

La vostra filosofia di vita è sempre la stessa:

“Va tutto bene finché il problema non tocca mio figlio”.

Ma non temete, domani è un altro giorno e magari è proprio quello “giusto”.

 

 

 

 

 

 

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